Si porta in ebollizione l’acqua salata (2 litri) in pentola capace; si abbassa la fiamma e si aggiungono 600 g di farina a pioggia per impedire i grumi e si mescola bene con cucchiaio di legno; dopo 45’ di cottura si versa su un tagliere di legno ed ancor calda si serve a fette con ricotta.
La polenta di castagnaccio:
Si porta in ebollizione l’acqua salata (2 litri) in pentola capace; si abbassa la fiamma e si aggiungono 600 g di farina a pioggia per impedire i grumi e si mescola bene con cucchiaio di legno; dopo 45’ di cottura si versa su un tagliere di legno ed ancor calda si serve a fette con ricotta.
Budino di castagne
- 400 gr di passato di marroni
- 50 gr di latte
- 3 uova
- zucchero q.b.
- uva sultanina a piacere
- panna montata
La storia del marroneto
Questa storia inizia con mio nonno Giovanni...e chi era mio nonno Giovanni?
In due parole, uno che nella vita si è sempre saputo arrangiare.
Spendendone invece qualcuna in più, mio nonno nasce a Monteroni di Lecce il 4 aprile del 1918, con la fine della guerra. Lì a visuto fino al 1943 quando è andato alla guerra, in Grecia. Rimpatriato alla fine del conflitto nel 1945, torna in Italia, lasciando quasi sicuramente prole in terra ellenica. SI stabilisce a Firenze, dove conosce mia nonna Isola, l'Isolina, che sposò dopo soli 15 giorni che si erano conosciuti. La nonna è nata qualche anno prima di lui, in una casa nascosta tra i boschi sull'appennino tosco emiliano, a Valicondoli. Da lì si è allontanata solo per andare a servizio alla fattoria "Vigna Corta" di Ronta. Si conoscono e mettono su famiglia. Trasferiti a Firenze arrivano tre femminucce: Elena la più grande, Leonetta e Anna. Il nonno allora lavorava come guardia giurata notturna per sbarcare il lunario, correva l'anno xxx. (di che anno è la tua zia anna?). Negli anni '70 si allontano dal centro città per il contado fiorentino, prima Peretola, poi l'Isolotto e infine a Campi Bisenzio, dove verrò alla luce io. Andrà avanti così fino alla metà degli anni '80, gli anni del ritorno alle origini. La prima a sentire il richiamo verso la terra natia della nonna è mia mamma Leonetta. Dopo di lei, il nonno, che forse ormai troppo lontano dal suo Monteroni di Lecce, vede in Razzuolo l'ultima sua meta. Infatti così fu povero Nonno Giovanni! Acquisterà una casa d'angolo a Razzuolo appunto, frazione di Borgo San Lorenzo in Mugello, sull'appennino toscano con annesso MARRONETO. Ed eccoci ai Due marroni.
Il marroneto oggi

Il marroneto è della mamma Leonetta e delle due zie Anna e Elena ma adesso lo curiamo io e Marco mio fratello e quel "tentennone" dello zio Nello di 84anni (tentennone è un modo di dire dello zio nello quando si lavora poco).
Tutti gli anni nel periodo che va da metà agosto a fine novembre ci ritiriamo tra quei tronchi grossi e il muschio soffice per pulire il marroneto. È necessario che il suolo sia ben spazzato perchè si possa fare una agevole raccolta dei marroni. In più quest'anno stiamo lavorando per ampliarlo di 2500 mq con l'inserimento di nuovi alberi di castagne da frutto, ovvero i marroni! A maggior ragione quest'anno ripuliamo dal sottobosco cresciuto durante l'anno e tagliamo quei pochi alberi di nocciolo e ciliegio presenti, lasciando la maggior superficie utile per gli alberi nuovi e i futuri innesti.

